Il circolo delle rose di Speradora

La nostra storia
icon12  view post Posted on 5/7/2009, 19:40
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fata galadriel

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L'INIZIO

Il sole si affacciava timido da dietro le montagne ed io ero già sveglia . Quel giorno sarei partita per la mia vacanza in montagna dai nonni ed ero al settimo cielo , ma mai avrei pensato che sarebbe cambiata letteralmente la mia vita e avrei visto tutto con occhi diversi . Alle otto la partenza ed ormai il sole scaldava il mio viso ,la primavera era alle porte e le giornate erano ormai tiepide .Finalmente arrivammo dai nonni ,che gioia vederli ,mi mancavano molto. Quel giorno iniziò già stranamente : i miei amici mi vennero a chiamare di buon mattino.
"Monica,dai,vieni giù preparati andiamo a fare un'escursione sulle alture dei monti,ci stai?
Io felice risposi di sì.
Dopo mezz'ora eravamo in cammino per cercare piante sconosciute e animali rari. Avevo portato la colazione a sacco perchè dopo il picnic in pianura volevamo salire e trascorrere la notte nella baita.
Mentre ci riposavamo Enrico buttò lì: "Dai ragazzi,perchè non c'inoltriamo nel bosco fitto?Così vediamo che si cela in questi posti mai visitati...
Ed io per scherzo: "Io ci sto mi piacciono le avventure spericolate."
Alcuni si rifiutarono di venire e solo io, Enrico, Mattia e Rosaria c'imbarcammo in questa esplorazione. Man mano che procedevo il sole non riusciva a filtrare nei fitti rami degli alberi e l'oscurità mi faceva venire i brividi... D'un tratto vidi una luce fioca avvicinarsi e poi allontanarsi di corsa ed ecco... Aprirsi davanti a me un sentiero di ciottoli bianchi che s'inoltrava ancor di più nel centro del bosco. Una voce flebile mi chiamava per nome e questo mi sconcertò parecchio. Mi bloccai e chiesi ai miei compagni se avevano sentito qualcosa ma loro dissero di no. Anzi impauriti per il buio e il freddo gelido che cominciava a scendere,decisero di tornare indietro.
Una voce mi chiamò di nuovo: "Monica ,aiutami! Aiutaci abbiamo bisogno di te!"
Questa richiesta d'aiuto accorata mi fece di nuovo voltare indietro su quel sentiero e all'improvviso un vento gelido e forte mi fece indietreggiare,un ramo si staccò sfiorandomi il viso, feci un balzo indietro poggiando i piedi sui ciottoli bianchi...e i rami degli alberi si mossero lentamente chiudendomi la strada per raggiungere i miei amici. Sudore gelido m'imperlava la fronte,la gola era secca e non riuscii a chiedere aiuto... Quella voce mi chiamò ancora e mi voltai...Il sentiero sembrava che fosse illuminato da una luce innaturale, m'inoltrai , i rami si dischiudevano al mio passaggio, luci flebili si avvicinavano e poi fuggivano...Sentivo campanelline piccole che trillavano. La voce diventava più forte ed io involontariamente mi avviavo verso di essa. Non so per quanto tempo camminai ma alla fine ero esausta ...
Mi sedetti su un sasso al ciglio del sentiero ma al momento di appoggiarmi scivolai e il sentiero divenne viscido, tanto da scendere vorticosamente sfregandomi la schiena, inoltrandmi nei più fitti sottoboschi che avessi mai visto. Poi un salto nel buio. Il mio grido e poi più nulla . Penso di essere svenuta e non ricodo più come ma mi svegliai e i miei occhi videro uno spettacolo a dir poco fiabesco. Ero stesa su un giaciglio di margherite e attorno a me oltre ai soliti animali c'erano dei personaggi buffi: degli omini grandi come la mia mano vestiti con pantaloni, gilet, scarpe e cappello a punta ognuno di un colore diverso. Vicino c'era un piccolo villaggio ricavato da pezzi di legno cavi con tanto di orto e attrezzture agricole. Sembravano dei folletti... Guardai in alto e quelle luci che prima avevo intraviste ora erano lì che volavano ,e quel suono di campanelline proveniva dalle loro ali trasparenti e multicolori : erano fatine! Una di loro si avvicinò....
"Fata Regina solo tu puoi salvarci dai Troll, tu hai poteri magici potenti che potranno sconfiggerli!"
Io rimasi senza parole...



IL PROSEGUIMENTO





Le parole risuonavano in modo strano, distorto.
Io mi ero svegliata a casa mia, ero con i miei amici fino a qualche minuto prima e ora mi trovavo in un luogo indefinito, con minuscoli esseri che mi parlavano di poteri, regine, pericoli...Come era possibile?
Nessun sogno fatto fino a quel momento era mai stato così reale, eppure non poteva che essere un sogno..doveva essere un sogno.
Ancora dolorante per la caduta tentai lentamente di alzarmi, certa che quando avrei riaperto gli occhi tutto sarebbe scomparso e avrei sentito solo le prese in giro dei miei amici per essere inciampata come una bambina distratta.
Ora dovevo riaprire gli occhi: niente luci, niente margherite, niente folletti...
"Vi sentite meglio maestà?" furono invece le parole che pronunciò una graziosa fatina dai capelli corvini e il sorriso più dolce che avessi mai visto.
"Forse ci vorrebbe un decotto di miele, una fetta del rotolo di FataSpery...forse.."
"Forse è meglio che tu stia calmo Frittella! E' appena arrivata, non lo vedi come è agitata..potrebbe mai aver voglia di mangiare ora?"
"DolceLuna..ma io..cioè..pensavo..credevo..mi era parso che.."
"Frittella ti prego, non in presenza di Sua Maestà!" disse voltandosi verso di me quella che ormai sapevo chiamarsi DolceLuna.
Rimasi a guardarli e dopo, ridere di cuore fu l'unica cosa che riuscii a fare!
"Grazie Frittella, apprezzo il tuo interesse" dissi appena ripresi fiato.
Tutti ammutolirono e mi fissarono..DolceLuna smise di sbattere le ali multicolore e si posò a terra. Si inchinarono tutti nello stesso istante, poi tra le margherite si fece avanti un'altra fata, con fiori meravigliosi e mai visti fra i capelli rossi e riccioli che incorniciavano un viso perfetto, delicato come la porcellana. I suoi occhi blu e lucenti erano velati dalle lacrime; si inchinò davanti a me e con la testa bassa disse:
"Ti abbiamo aspettato a lungo, il tuo regno sta per sgretolarsi sotto i nostri occhi e solo tu puoi salvarci...per questo ti abbiamo fatto cercare e ora finalmente sei qui; io, Giada, ti porgo il benvenuto a nome di tutti noi".
Il suo tono era colmo di tristezza, a stento tratteneva un pianto disperato e mi commosse immensamente.
"Ascoltate, ascoltatemi tutti" dissi lentamente, quasi potessi far loro del male "io non sono la vostra Regina, mi dispiace molto...deve esserci un errore. Vorrei potervi aiutare ma.."
"Tu non sai di esserlo Maestà, lo hai ignorato fino ad ora perché era giusto così, dovevamo proteggerti".
"Proteggermi da cosa?"
"Da noi".
Qualcosa non tornava: ero Regina di un regno che dovevo salvare e il mio popolo era il mio primo pericolo? Sogno o no, la faccenda mi intrigava, volevo saperne di più.
"Giada..cosa significa da voi?"
"Quello che ho detto Maestà: per salvare il nostro regno serve un'arma che solo una persona estranea al nostro mondo può avere; una persona che pur facendone parte, non è cosciente di essere come noi, la più potente di noi".
Ora non capivo davvero più nulla e volevo solo svegliarmi, stavo per voltare le spalle a tutto, decisa a ributtarmi nei rovi più pungenti pur di uscire da quella situazione. Mossi la mano per aggrapparmi al tronco dell'albero che avevo a fianco quando vidi distintamente della polvere lucente cadere dal mio palmo.
"Guardate..guardate!!FataSole vola presto!Vola dal grande Saggio e digli che può respire gioia!Digli che si prepari al dialogo rivelatore!"
Ero sommersa da risate piene di allegria: i folletti e le fate si abbracciavano, alcune volavano intorno a me e cascate di fiori mi omaggiavano i capelli..mentre non smettevo di lasciar cadere polvere lucente dai miei palmi, qualsiasi cosa io volessi fare.
"Ma che mi succede?Che mi state facendo?Voglio andare via..ho paura, ho paura!"
"Oh Maestà, tu non devi avere paura. Quella polvere lucente è frutto della tua potenza!"
"Non la voglio, non voglio questa potenza..voglio smettere di far cadere questa polvere!Lasciatemi andare...vi prego".
"Non possiamo, tu stessa non ce lo perdoneresti mai!E' il tuo potere mia Regina: è lo stupore, la purezza del tuo sentire!"
"Purezza del mio...ma che.."
"Il Saggio ti spiegherà tutto Maestà, a me non è concesso né dirti né sapere oltre...adesso avvicina la tua mano, è tempo di adattare il tuo corpo al nostro..al Vostro regno mia Regina".
Scrollai appena il capo e rimasi a guardarla; Giada volò di fronte al mio viso, sorrise e allungò il suo candido palmo verso di me, sbattendo le sue ali colorate con delicatezza, sembrava mi carezzassero.
Chiusi gli occhi, feci un profondo respiro e dopo essermi ripetuta che stavo sognando, sfiorai quella perfetta, piccola, meravigliosa mano e fui avvolta da un fascio vorticoso di luce rosa e azzurra all'interno del quale milioni di voci soavi cantavano melodie incantevoli.
Un attimo dopo, il mio palmo e quello di Giada erano uniti.
Sorrisi e osservai rapita l'unicorno bianco che arrivava dal fitto bosco incantato.



CAPITOLO 3





Una creatura incantevole, lasciava dietro di se una scia di polvere brillante,sembrava quella che avevo un attimo fa sulla mano.
Forse è lui il grande Saggio,viene verso di me !
“Bentornata Maestà ” si stava inchinando “Persereo ,come sempre al suo servizio”.
Io rimasi senza parole,riuscii solo ad alzare la mia mano,ma appena la polvere lucente cominciava a scendere la riabbassai,quasi per nasconderla non conoscevo ancora quel potere,avrei potuto combinare guai!
Giada mi fece cenno di salire sull’unicorno,avevo paura persino di toccarlo,una creatura così delicata, così irreale…Non feci in tempo a dire nulla che con un rapido movimento, Persereo mi sollevò e mi fece salire in groppa .
Il mio cuore batteva all’impazzata correva con una straordinaria potenza, sembrava quasi di volare, non avevo il coraggio di guardare a terra ma di sicuro i suoi zoccoli non toccavano il terreno. Avevamo ormai lasciato quel luogo fatato, dove mi stava portando, soprattutto perchè mi aveva detto bentornata ,allora c’ero già stata in quel posto.
Ci stavamo avvicinando ad un gigantesco albero, doveva essere abitato s’intravedevano piccole fessure illuminate.
Finalmente ci stavamo fermando,le mie mani si erano irrigidite avendo stretto la morbida criniera di Persereo.
“Mia Regina ora tocca a te, entra e il grande Saggio ti spiegherà tutto.”
Avevo davanti a me un gigantesco albero, una quercia molto vecchia e maestosa.
Quando ero piccola mio nonno mi portava con lui per i boschi, in cerca di funghi e giocavamo a riconoscere gli alberi.
Con coraggio mi avvicinai alla porta già aperta,era piccola piccola riuscii appena ad entrare.
Rispetto alla porticina era tutto gigantesco :il tavolo ,gli sgabelli ,un enorme camino, sembrava dovesse ospitare un omone alto almeno il doppio di me.
Non c’era nessuno così ne approfittai per curiosare in giro. Sul tavolo c’era uno strano oggetto,una goccia di vetro che fluttuava sospesa nell’aria, all’interno era piena di piccole lucciole .
La mia attenzione fu attratta da un portafoto fatto con delle foglie di castagno , era una fata bellissima e teneva in mano una luce….Mi ritornava in mente la copertina di un libro che mio nonno mi leggeva da piccola,si ne ero certa era proprio quell’immagine,il libro si chiamava : “La luce Sperina! Ma non ricordo niente di quella favola!” dissi ad alta voce.
“Oh ma certo che non la ricordi” sussurrò una voce che proveniva da un piccola poltrona dietro un gigantesco lume accanto al camino. Era il grande Saggio,ma era sempre stato lì o era apparso all’improvviso?Che maleducata ero stata, in giro a curiosare mentre lui mi osservava.
Mi scusai subito.
“Non ti devi scusare, non hai fatto niente di male ,anzi ti chiedo scusa da parte di tutti noi per averti prelevato così bruscamente dal tuo attuale mondo.”
Lo stavo osservando, ovvero scrutando,era un omino piccolino,molto vecchio con un grosso cappello marrone che gli cadeva sulle enormi orecchie a punta,la sua barba lunga era infilata in una tasca che aveva sulla pancia tonda.
La cosa che più attirava la mia attenzione erano i piedi,grandi e grossi come se dovessero reggere un corpo enorme.
Iniziai a fargli alcune domande: “Perché sono qui? Cos’è questo posto? Perché tutti mi conoscono? Perchè mi chiamano regina? Posso tornare a casa?...
“Siediti Meledrian, ossia Monica. Qui è tutto diverso,ogni cosa va oltre la tua immaginazione,in questo mondo la tua immagine è diversa da quella che avevi prima , il tuo nome cambia . Devi sapere che qui il tempo trascorre in modo diverso,molto lentamente, ed io, considerando il vostro calcolo del tempo sono molto molto vecchio.
Beh anche nel mio mondo sono vecchio eh eh eh !Diciamo che sono il più vecchio,ma vecchio è saggezza e più vecchi si è e più si ha la conoscenza….” mentre andava avanti con il suo monologo sulla vecchiaia io non riuscivo a togliere gli occhi da quel quadro.
“Allora torniamo a noi ,cercherò di essere breve,quella donna nel quadro è tua madre”
La fiamma del camino sembrava essere troppo vicina ,iniziai a sentire caldo…
“forse sono stato troppo breve .Non molto lontano da qui tra le montagne del est ,vivono i Troll,un popolo cattivo ed egoista. Era tutto a posto fino a qualche anno fa, quando il Re dei Troll decise che doveva a tutti i costi avere in moglie tua madre”
Ero ancora più accaldata,io figlia di un Troll?
“Naturalmente tua madre non fu d’accordo,e decidemmo che la cosa migliore da fare per proteggerla, era quella di mandarla nel mondo degli umani per un breve periodo ,finchè il Re dei Troll non si fosse messo l’anima in pace,ma lì conobbe un uomo e se ne innamorò. Da quell’amore nascesti tu e non so ancora per quale strano destino la tua mamma ha trasferito i suoi poteri a te.
Nel momento in cui s’innamorò di tuo padre perse tutti i poteri e anche la sua memoria,ed è per questo che non ti ha mai detto niente.
Ho cercato quando eri bambina di tenere vivo in te uno spirito fantastico ,raccontarti sotto forma di favola le tue origini,per te erano solo favole”
Mi alzai di scatto
“Nonno ? Ma come è possibile”
“Si sono proprio io bambina mia, stai crescendo e presto t’innamorerai di un umano e quasi certamente perderai i tuoi poteri.
Il tuo è un potere grandissimo che ancora non conosciamo bene ,ed è per questo che fino ad oggi ti abbiamo tenuta nel mondo umano,ti abbiamo protetto dai Troll e dalle nostre faccende quotidiane .
Il tuo potere è così forte perchè ancora non lo hai mai usato. Abbiamo avuto la tentazione di chiederti aiuto prima ,ma niente è per caso. E' arrivato il tuo momento ,tu ci puoi salvare.
Da quando tua madre è andata via i Troll stanno distruggendo tutto ,si cibano di lucciole ed ogni lucciola corrisponde ad un pensiero fantastico nel mondo umano,ahimè c’è sempre meno gente che sogna,e il motivo è proprio questo, i Troll distruggeranno la fantasia di ogni essere umano,e il mondo delle fate Sperine non avrà più ragione di esistere.”



LA PRIMA PROVA





Rimasi a bocca aperta, il nonno aveva detto cose che io mai avrei immaginato di possedere, anche se ricordavo di aver sognato grazie a quelle storie di fate della mia infanzia.
Passammo insieme un po’ di tempo, ma non ricordo quanto, prima che ci accorgessimo che il vetro della finestra si era appannato: c’era qualcuno fuori che guardava dentro.
Io presi paura, non sapevo chi fosse! Vedevo solo due occhietti gialli e un nasino nero appoggiato alla finestra.
Quel qualcuno, o qualcosa, cominciò a graffiare sui vetri e il nonno si alzò.
Andò ad aprire la finestrella e subito entro una specie di gattone nero tutto arruffato. Era il piu bel gatto che avessi mai visto! Aveva una bellissima coroncina di bacche e pietre appoggiata sulla fronte e si muoveva con una certa disinvoltura anche su due zampe.
Entrò, si stiracchiò, salutò il nonno.
Poi si girò verso di me . Fece un urletto e due passi indietro.
“ossanteali!” (che esclamazione strana… ma daltronde fin’ora non è che avessi trovato molto di normale laggiu..)
“ Saggio? Ma è lei la nostra frugolotta?? Per tutte le bacche se è cresciuta! Mi arrivava alle orecchie l’ultima volta che l’ho vista!”
Il nonno sorrise “l’ultima volta che l’hai vista eri andato a risistemare la culla… ovvio che sia cresciuta mio caro”
“Ben mia bella signorina, mi ripresento.. io sono Noxer e da sempre faccio avanti e indietro tra mondi diversi… infatti ora son qui.. per spiegarti cosa dovrai fare.. per aiutarci”
“piacere..” sussurrai
“Saggio, i troll sono veramente impossibili da gestire.. ma fortunatamente hanno di nuovo un capo.. e quest’ultimo.. mi ha concesso tre prove per la nostra Meledrian”
“Se le supererai tutte e tre, i troll non avanzeranno verso il nostro mondo, altrimenti non si fermeranno.”
Rabbrividii al pensiero di quei mostri che invadevano la pace del mondo a me così nuovo.
“Maestà… la prima cosa: sappia che lei ha poteri enormi , deve solo trovare la forza di usarli… e… mi lasci barare”strizzò l’occhio “tutto si può fare, basta volerlo davvero e molto, molto intensamente!”
Il nonno ridacchio “Noxer.. mia nipote è piu peperina di quanto tu possa immaginare.. e poi nn c’era bisogna di dirle queste cose.. lei le sa gia!”
Noxer sorrise e cominciò a frugare nel suo piccolo borsellino,… e cominciò a parlare
“Mia cara , la prima prova: entrerai in una stanza, dove ci saranno tutti i dolci e tutte le leccornie che tu abbia mai immaginato , e saranno tutte per te.. ma non dovrai toccare niente! Nemmeno una sola briciola o una sola goccia di un qualsiasi sciroppo. A capo tavola ci sarà una vecchina che riposa ma non è quel che sembra… ti avverto, non c’è niente di buono in lei.
Dovrai attraversare la stanza e arrivare alla fine, ci saranno tre porticine, dovrai capire qual è quella giusta e aprirla”
Finì di frugare nel borsellino e tirò fuori una chiavetta molto antica, me la diede.
“Ecco la chiave”
Il nonno saltò su in un balzo “ NO! Noxer ma hai pensato a cosa vogliamo esporre la nostra piccola?? No! Non può entrare là! È troppo pericoloso! “
Noxer si rannicchiò a terra e si copri il musetto “desolato.. abbiamo un limite per le prove… la prossima luna piena,che sarà tra sette giorni,saggio la prima prova dovrà svolgersi stanotte” poi.. rialzo la zampa e disse.. “ Io non posso entrare con lei, non posso assolutamente, perderei la mia credibilità di messaggero neutrale”
“Ci vuole una soluzione, una soluzione,una soluzione! È vero tu non puoi perdere la tua credibilità, né tanto meno mostrare la tua posizione” brontolava il nonno facendo avanti e indietro davanti all' enorme tavolo di legno scuro.
“Non hanno detto niente per quanto riguarda aiuti esterni?”
“Si.. quell omaccione peloso s’è impuntato sul fatto che la bambina non dovrà essere accompagnata da sui pari”
“per tutte le bacche.. Noxer, ha detto proprio così il Gran Baffo?”
Il micione nero sembrava confuso.. “si ha detto proprio così, testuali parole!”
“Sempre saputo che i troll sono esseri stupidi…” ridacchiò il nonno e poi
prese dalla tasca tre noci le mise sul tavolo, e disse tre parole che io non capii.
Le tre noci rimasero così com’erano.
Poi il nonno le prese tra le mani e le sfregò un pochino.
Aprì il palmo e cominciò a bofonchiare “dai piccolette susususu che abbiam poco tempo!”
Allora le tre noci cominciarono a tremare e dopo poco si ruppero.
Ne uscirono fuori tre minuscoli esserini che a prima vista potevano sembrare draghi.
Il nonno li aiutò ad uscire dalle loro “uova” e disse:
“Monica, loro verranno con te, hanno il tuo stesso potenziale, e lo useranno solo per proteggerti.”
Noxer si avvicinò a me e mi diede un gessetto verde... “ti servirà ad aprire la via” .
Noxer era poi uscito dalla finestra con un balzo, il nonno mi aveva abbracciata forte e rassicurata.
Ero uscita di nuovo da quella minuscola porticella, e fuori erano tutti lì ad aspettare mè con gli occhi spalancati.
Tutti li a guardare me, e io ero ancora confusa, poi atterrò da non so dove Noxer,e mi fece cenno di seguirlo, mi fece passare in mezzo a tutte quelle creaturine, così piccole e fragili che avevo davvero paura di pestarne qualcuna al mio passaggio.
Mi portò fino a un albero enorme tutto aggrovigliato,sotto il quale c’era un cespuglio di rose, dalla rosa piu grande uscì una fata piccola ma perfetta,vestita di blu.
Aveva una mano chiusa,arrivò all’altezza del mio naso, e l’aprì.
Noxer fece le fusa, lo sentii ,come in un soffio, miagolare qualcosa come “luce dei miei occhi..” e poi borbottare“avessi le ali,farei anche io la corte alla Spery…”
La piccola fata bellissima mi guardò strano e mi porse quella specie di caramella”tienila in tasca, mangiala quando vorrai diventare alta come me”
Poi si girò e torno' nella sua rosa.
Noxer allora si risvegliò da quello stato di adorazione e (non so come possa aver fatto) ruggì,fortissimo.
Dopo non piu di tre secondi arrivò Persereo. E salii sulla sua groppa.”aggrappati signorina,dovrò volare molto molto velocemente”
La prima esperienza di volo della mia vita (o almeno la prima che avessi vissuto in piena coscienza di quel che mi succedeva) fu portentosa.
Persereo volava velocissimo e il suo manto era morbido e caldo.
Poi atterrammo in una radura,definita da alberi altissimi e neri, forse cipressi.
Persereo mi posò a terra con delicatezza e poi, senza nemmeno che me ne accorgessi, sparì.
Ero rimasta sola, nella radura, con i miei tre draghi, un gessetto, e una caramella grande quanto un granello di sabbia.
Mi rigiravo il gessetto tra le dita da un pò.. era un semplice gessetto.. a che mi sarebbe servito? Forse era magico? Ma se fosse stato solo un piccolo gessetto colorato, come l’avrei potuto sfruttare?
La mia mente cominciava ad affollarsi di domande.
C’era un sasso enorme e liscio,quasi come se fosse un tavolino basso o un tappeto nascosto tra l’erba alta.
Mi sedetti sul sasso e cominciai a disegnare un cerchietto col gesso, appena staccai il gessetto dalla superficie fredda e levigata del sasso vidi il tassello di pietra cadere giu. Scivolare verso non so cosa e dopo poco fare un TOK come se avesse sbattuto da qualche parte.
Rimasi sbigottita, e poi capii.
Disegnai una porta grande abbastanza da passarci comodamente e la spostai,facendola slittare.
Misi un piede nell’oscurità,tastai alla cieca e poi trovai un gradino, mi aspettavo che fosse scivoloso o viscido, e invece era ricoperto.
Mi calai in quel buio e mi appoggiai al muro, mi accorsi con sorpresa che era un muro antico,di legno caldo, e a terra c’era un grosso tappeto pesante e impolverato.
Camminai , attraversai quel lunghissimo corridoio nero e sbucai in una stanza lunga e lussuosa.
C’era un tavolo lunghissimo nella stanza, la occupava praticamente tutta, e c’erano tante sedie al tavolo, e tanti piatti, e poi… un mare di cose buone, anche solo quelle fragoline succose sembravano la cosa piu buona del mondo.
I tre draghini cominciarono a soffiare e mi ricordai delle parole del nonno.. non dovevo assolutamente mangiare niente.
Oltrepassai la tavolata e non potei non notare la vecchina, che riposava tranquilla a capotavola. Aveva un aspetto dolcissimo, sembrava una nonna premurosa, di fianco a lei però c’era un bicchiere con dell’acqua nera che ribolliva e una piccola scatoletta dall’aria per niente rassicurante.
I draghini mi aspettavano vicino a una volta bassa dove c’erano tre porticine con tre chiavistelli.
Dovevo aprire quello giusto:ma qual’era?? Presi la chiave dalla tasca e la guardai bene...il drago piu piccolo mi indicava la porticella verde dalla quale uscivano dei piccoli rivoli di rugiada.
Cominciarono ad azzuffarsi ma io non i feci caso, ero concentrata.
Volevo aprire la porta rossa,non so perché ma mi piaceva piu delle altre, ma una vocina in fondo dentro di me mi diceva di non guardarle.. di aprire quella al centro ,quella brutta e vecchia. Mi sembrava paradossale ma alla fine aprii quella porticina.
La serratura scattò e la porticella si aprì.
Misi dentro la mano e molto in fondo, tra un groviglio di rametti che sembravano di velluto tirai fuori una piccola sacca di un tessuto simile alla seta,ma caldo e luccicante.
Misi in tasca il saccettino, richiusi la porticella e mi ripresi la chiave.
Ce l’avevo fatta! Adesso dovevo solo uscire.
Passai di nuovo affianco alla vecchina.. che dormiva ancora.
I draghini erano dietro di me.
Passavo vicino a quel tavolo.. e guardavo tutte quelle bontà, dolci, primi, secondi, frutta.. budini alti fino al soffitto e coppe di gelato che sembravano chiederti in ginocchio di essere mangiate.
Non potevo mangiare, lo sapevo, ma.. una fragola, solo una… che sarebbe cambiato? Non se ne sarebbe accorto nessuno…
Presi il frutto e in quello stesso istante il tavolo tremò, ma io non me ne resi conto.
Quella piccola fragola, interamente ricoperta di zucchero, freddo e invitante era tra le mie dita e stavo per assaggiarla.
Dal fondo del tavolo la vecchietta si tirò su di scatto e cominciò a frugare convulsamente il tavolo per trovare quel che le serviva, poi trovo la sua cassettina e l’apri, ne tirò fuori una dentiera nera e luccicante, affilatissima e la mise poi bevve quello strano liquido ribollente e si alzò, tutta tremante e incerta ,decisa a punire chi aveva osato toccare il suo banchetto.
I draghi mi giravano attorno e cercavano di farmi smuovere, mi fecero girare e urlai quando vidi quel che loro avevano previsto e volevano evitare.
Quella cosa brutta e cattiva con quei denti affilati e quegli occhi rossi brillanti avanzava incerta verso di me .
I draghini mi fecero segno di scappare e io cominciai a correre, ma lei sembrava sempre piu veloce.
Corsi attraverso la stanza e attraverso quel corridoio nero che sembrava non finire piu, trovai i gradini ripidi ricoperti ora da uno strato viscido di muschio bagnato, inciampai e caddi.
La vecchietta mi aveva quasi raggiunta.
Riuscii per un pelo a tirarmi fuori da quella stanza mi tirai su in un attimo e gridai lei continuava ad avanzare e io non riuscivo a spostare la pietra, era troppo pesante, non si muoveva.
I draghini uscirono e mi aiutarono a spingere la lastra, fu uno sforzo enorme ma ci riuscimmo.
Da sotto la lastra sentivo ancora le urla di quell’essere e le unghie che graffiavano come se volesse rompere il soffitto e venirmi a prendere.
Poi il silenzio.
Il cuore mi batteva ancora all’impazzata, però ero fuori di lì, e avevo superato la mia prima prova.



L'AMORE PIU' GRANDE





Appena fuori, un gran gelo mi pervase tutta.....Non so se fosse la paura per l'avventura appena passata, ma di certo non mi sentivo confortata......sola sola in mezzo al bosco sconosciuto, quel bosco che avevo sempre amato e che ora mi appariva nemico. Non c'era nessuno, niente di familiare, nemmeno vagamente, intorno......era tutto irreale, piu' di prima.....e d'un tratto ebbi la sensazione netta che tutto fosse un sogno, ebbi la certezza di essermi persa nel bosco e che tutto quello che credevo di aver vissuto, in realtà, fosse solo il frutto dell'immaginazione. Erano ore che non mangiavo e non bevevo......ero sfinita.....le mie mani erano intirizzite, non sentivo piu' le gambe e il viso era gelido come il ghiaccio.
Dalla bocca uscivano nuvole di fumo freddo e intorno a me era solo nebbia e desolazione......
Come era possibile che avessi immaginato tutto...?Come poteva essere frutto di un sogno.....?
Invocai il nome di mia madre, l'unica creatura al mondo che avesse mai potuto consolarmi col solo sguardo......
Ma ero sola e comunciai a temere che nemmeno il pensiero di lei, facesse una grande differenza......
Invece, dall'albero sul quale mi ero appoggiata per trovare riparo e conforto, cominciarono a spuntare rametti e foglioline del verde piu' vivo e brillante che avessi mai visto......'Come puo' essere...?????' Sotto i miei occhi la Natura creava innaturalmente, un miracolo indescrivibile......Sulla foglia piu' in alto vidi muoversi qualcosa.......Mi avvicinai e tesi la mano verso quella che aveva tutta l'aria di essere una coccinella.......appena le sfiorai il dorso, la piccola si aprì spiegando le ali piu' maestose e colorate che avessi mai potuto immaginare......Si alzò e sbadigliò, stiracchiandosi come se avesse mantenuto quella posizione per secoli.....'In effetti e' così'.....io non avevo parlato......'Secoli ho passato in attesa del tuo arrivo, e aspettando che tu avessi bisogno di me'.......E ora che mi chiami, capisco che ci siamo.....'
'Chi sei?'...chiesi sorridendo a quella splendida fata.....'Sono Rossina....la fata dell'aiuto.....della consolazione....Mi manda qualcuno di molto speciale per te....' 'E chi sarebbe?'
'Qualcuno che sulla Terra ti cerca, qualcuno che sulla Terra ha perso i suoi poteri e che piu' di tutti sente la tua mancanza.....'
'Mia madre...ma mi hanno detto che non ricorda niente...che non puo' fare niente, che mi ha lasciato i suoi poteri ed ora vive sulla Terra da essere umano.....' 'Tutto questo stupisce anche noi....mai era successo niente del genere.....l'amore che vi legava sulla terra torna vivo anche qui, e tua madre ha memoria ora, di essere una Fata ......mi manda a dirti di stare serena......che presto la rivedrai.....e non temere....non avere paura ...ora.....'
Detto questo....sparì.....solo il rametto rimase a ricordarmi che non avevo sognato e la speranza tornò dirompente nel mio cuore.....
Era tutto così strano, e ancora di piu' il fatto che stesse diventando sempre piu' normale, per me.
Ora dovevo tornare indietro per farmi dire come affrontare le prove successive......ma mentre mi incamminavo nella direzione opposta a quella che ricordavo di aver fatto in groppa a Persereo, sentìì una voce che mi chiamava, indistintamente e sempre piu' vicina. 'Meledrian...finalmente ti conosco.....ho sentito tanto parlare di te.....' Mi girai di scatto in direzione della voce e vidi un essere immenso, pieno di peli e tutto sproporzionato che si avvicinava barcollando......
'Sono il re dei troll e aspettavo il tuo arrivo...sei bella come tua madre........'Questo era davvero strano, ma non capivo allora le parole di Rossina....quale conforto avrei mai potuto trovare in quell'incontro.....ma non avevo paura......non sentivo niente alla vista di quel coso che mi si parava davanti....un essere a dir poco spaventoso, la cui sola voce metteva i brividi.......
'Ah conosci mia madre.....' dissi piena di coraggio arrivato da chissà dove.....
'Io e tua madre eravamo innamorati e tuo nonno ci ha separati......ora devo distruggere il mondo che me l'ha portata via.......e ricondurla a me, dove deve e vuole stare....'e tuonò in una risata roca e cupa che avrebbe gelato chiunque ......ma perchè non mi faceva effetto......?????
Avrei dovuto voler urlare e scappare.....e impazzire di paura; invece me ne stavo in piedi davanti a quel mostro che mi superava di almeno 10 volte, a testa alta col naso per aria......a guardarlo perfettamente tranquilla.....e anche quando mi soffiò sul viso , rimasi immobile.......
'Quando finirai di sputacchiare......e spero sia presto, perchè il tuo alito e' davvero indegno e da solo stenderebbe un reggimento......' mi guardava stupito.....forse nemmeno lui si aspettava quella reazione.......'vorrei ricordarti, dicevo, che distruggendo il mio mondo, distruggerai anche mia madre e me......che per mia madre sono piu' preziosa dell'oro...'Mi prestava la piu' attenta delle attenzioni...'Credi che ti potrebbe mai perdonare per questo????? Così pensi di riconquistare il suo amore?'....dovevo proprio aver colto nel segno perche' d'un tratto la sua espressione svelava che mai nemmeno per sbaglio, aveva avuto quel pensiero.......
'Ebbene......'cosa rispondi?????
'Beh tornerà da me, con le buone o con le cattive........
' Io ho la chiave e tu lo sai....'dissi senza sapere di cosa stessi parlando......la mia espressione non doveva essere delle piu' intelligenti...era come se parlasse qualcuno al posto mio e non avevo idea di cosa avrei detto ancora.....ma colpìì di nuovo il segno......
'Di che chiave parli? disse il troll tutto interessato e abbassndo notevolmente il tono della sua voce.......
'Sai che io ho la pietra per chiudere definitivamente il tuo mondo fasullo.....smetti di mangiare le mie lucciole e torna nel buco dal quale sei uscito'....mentre pronunciavo l'ultima frase ebbi la sensazione che dal fondo del bosco, qualcuno si stesse avvicinando e sentivo la mia voce come doppiata da un eco, molto familiare.... Vidi il troll sgranare gli occhi e abbozzare un sorriso demente. Mi voltai e avvolta in una luce piena di colori e suoni soavi, vidi avvicinarsi mia madre....maestosa e bellissima.....
'Tu' disse il troll....'Da me , finalmente.......'
'Sai bene Rosto, che nemmeno nei sogni piu' sognati potrei mai desiderare di vivere con te in quel posto che chiami casa, in quella fogna che chiami Reame........sono qui per mia figlia.....e il mio mondo...'
Non si voltò nemmeno a guardarmi, ma lo stesso sentìì il mio cuore pervaso da un amore immenso, caldo e confortante....nemmeno un abbraccio avrebbe avuto quell'effetto
'Lo vedi cosa stringo nella mano?????Lo vedi cosa posso farti?'.....Il troll trasalì, indietreggiò e cadde rovinosamente, inciampando nelle radici dell'albero di Rossina.....
'Non puoi, non lo farai.....tu non......'
'Non sono così cattiva...????questo stavi per dire.....ebbene ti sbagli, non sai quanto......posso e lo farò se non ci lasci.....tu e i tuoi spaventosi seguaci avete sporcato il mondo delle Fate, il mondo puro e pulito della fantasia.......se non farai come dico.....lascerò cadere il sasso e tu sarai perduto.......'
Rosto aveva lo sguardo impaurito di un bambino, del tutto impreparato a quell'avvenimento.......
'Dunque l'hai rubato tu???? E io che credevo mi amassi...' disse triste.....'
Io amare te????? Questo hai creduto???? Quando mi hai rapita e hai fatto del male al mio mondo, la prima volta, sottraendomi con l'inganno all'amore dei miei....ho preso il sasso, la chiave per il tuo mondo.....sai bene che se il sasso tocca Terra di Fata, per te e i tuoi e' la fine.....e questa , dove poggi i piedi e' Terra di Fata......' Non indugiare.....vai Rosto e non tornare, perchè non e' finita qui......'
lo disse secca e non c'era espressione nella sua voce.....poi girandosi verso di me mi rivolse lo sguardo piu' immenso e avvolgente che ricordassi potesse regalarmi.....e in un attimo sparì.
Mi ritrovai di nuovo sola nel fitto del bosco, visto che di Rosto adesso, non vedevo traccia.



E POI.....





Ma, non ero sola, dietro di me c'era una fatina che mi guardava un pò di storto , e non capivo il perchè.
Mi disse : 'Ciao sono lorynna la fatina della bontà, sai i troll sono cattivi perchè nessuno ha insegnato loro amare il prossimo e se stessi ......Magari se tu provassi con Rosto......'........ma io non capivo, come si poteva aiutare un troll così grande e cattivo ............................
Ma ero intenzionata a salvare il mio regno a tutti i costi , anche se voleva dire cercare di amare i troll .
Mi voltai e andai verso casa , nella testa avevo la vocina di Lorynna che mi ronzava .""" amere i troll ........amare i troll ......."
nonno,!! nonno!!!!! senti ...............e raccontai al nonno ciò che era successo, quando gli parlai della fatina lui rimase a bocca aperta , ma forse si può fare , pensa magari i due regni insieme , che forza!! così loro non mangerebbero più le lucciole e potremmo aiutarci a vicenda e il nostro regno sarebbe salvo.
Ma prima che il nonno mi rispondesse riapparve la mia mamma , " tesoro lo sai che i troll sono creature cattive, che non rispettano niente e nessuno, vivono in un posto orribile ,senza amore,calore e niente colore................................................................ come pretendi che noi fatine, profumate e colorate piene d'amore possiamo vivere con creature così disgustose !!!" " non si può fare cara,lo sai che io ti amo con tutto il cuore ,ma credimi è difficile .....................---- ma mamma proviamo , magari è questo che serve per salvare il nostro regno . " NO TI HO DETTO NO !.
Ma in cuor mio sapevo che dovevo far qualcosa , e provare .
chiamai Persereo , saltai in groppa e via ......................... nel bosco più fitto e scuro che ci sia , - ma dove vuoi andare ? mi chiese ---- da Rosto --- si fermò di colpo e caddi,' Ma sei impazzita ?' --'No voglio salvare il mio regno a tutti i costi '.
'ok ti porto ma rimango con te , così per qualsiasi cosa sono pronto a portarti via '.
Così ricominciammo a volare , sempre più buio e sempre più puzza , "siamo quasi arrivati "" a un certo punto spuntò fuori un troll con una clava e minacciandoci di farci fuori ci chiede dove eravamo diretti , visto che là era la terra dei troll , sporca e puzzolente !!
Cerco Rosto , voglio parlare con lui !! --il troll rispose " msmvkrjfv @@°°°ààà### !!!!!" ROSTOOOOOOOOOOOOO!!! ROSTOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!! urlò e dopo qualche minuto arrivò !!!!
'Devo parlare con te' -- dissi ----- '
'Cosa vuoi ? Vattene a casa tua non venire qua mai più!!!!' 'ASCOLTAMIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII gli' urlai , ma talmente forte che si fermò tutto il bosco .
'Ascolta bene ciò che devo dirti ... Rosto , uniamo i nostri regni !! Ti prego , ognuno di noi ha da imparare dal'altro ,......"..IMPOSSIBILEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ""
NOI SIAMO TROLL, VOI FATEEEEEEEEE .............NOI SIAMO CATTIVI, PUZZOLENTI, ODIAMO LE FATEEEE E IL VOSTRO REGNO!!!!!!!!!!!
AMIAMO MANGIARE LE LUCCIOLE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
'Ma noi possiamo insegnarvi ad amare e possiamo sconfiggere i mostri del sottobosco !!! Possiamo volerci bene , dai togliamo questo muro !!!!!!!!!!!!!!!!'



E L'AMORE TRIONFO'





Ma lui non rispose e se ne andò! Io risali in groppa al mio unicorno e piangendo tornai nel mio regno dove trovai tutti ad aspettarmi , mi sentii morire , avevo fallito di nuovo !!
'SENTITE , IO NN POSSO REGNARE QUESTO MONDO ,NON SONO CAPACE!!!!! TROVATEVI UNA REGINA PIU' CORRAGGIOSA DI ME E PIU' FORTE , CHE SAPPIA PROTEGGERVI !!!!'
Corsi via e mi nascosi dietro una margherita , e piansi talmente tanto che mi addormentai. Ero disperata , non sapevo più cosa fare .
Tutte le fatine corsero intorno a me e rimaserò la a guardarmi mentre dormivo ...............................
La mattina successiva mi svegliai e mi ritrovai nel letto del nonno , attorno a me c’erano le fatine che ancora dormivano, mi alzai e piano piano uscii.
Ero intenzionata a parlare ancora con Rosto, dovevo fare qualcosa per salvare il nostro mondo … dovevo!!!
Mi incaminai per il bosco a piedi, certo perseo non mi avrebbe mai permesso di andare nuovamente da Rosto, no… non me lo avrebbe permesso nessuno ma io dovevo, non conoscevo a fondo nessuno dei miei sudditi, ma in cuor mio sapevo che per loro avrei dato la vita, dovevo in qualche modo aiutarli e se l’unico modo era sacrificare me stessa poco importava, anche se avessi dovuto vivere per sempre in quel mondo tenebroso e lurido…. dovevo e basta.
Camminando nel bosco ad un certo punto vidi dietro un’albero una fata… era lei Lorynna, cercai di passare inosservata, non volevo che nessuno sapesse dove andavo, ma con mia sorpresa lei mi stava aspettando, mi disse: “finalmente pensavo che non ti saresti mai decisa”, io la guardai un po’ sbalordita e le chiesi: “decisa a fare cosa?”,lei rispose: ” so dove stai andando, e ti aspettavo perché c’è qualcosa che devi sapere…. Siediti qui con me” e mi indicò una pietra accanto a quella dove sedeva lei, mi sedetti e lei cominciò a raccontare:” sai c’era un tempo in cui nel nostro mondo regnava la pace e la serenità, i troll non esistevano, noi fate elfi e folletti vivevamo tranquilli e in pace tra noi” fece un sospiro e continuò a raccontare “ fin quando un elfo si innamorò della principessa delle fate” mi guardò intensamente e mi rivelò “ quella era tua bisnonna, anche lei amava l’elfo, ma i suoi genitori l’avevano già promessa in sposa al principe degli elfi, quindi il loro era un amore impossibile, purtroppo il re non volle sentire ragioni, diceva che la principessa avrebbe dovuto sposare il principe degli elfi a cui era promessa. Purtroppo arrivò il giorno delle nozze, l’elfo innamorato, sentendosi ferito e abbandonato dal suo amore, andò a vivere vicino alla palude, dove volle rimanere solo con la sua rabbia e il suo profondo odio verso le fate, e così col passare degli anni si tramutò in un troll” la guardai sbalordita e le chiesi “ quindi pensi che se i troll ricevono amore si possono tramutare nuovamente in elfi?” lei mi guardò con occhi tristi e mi risposte “ non sono sicura che funzionerà purtroppo, io ci spero, questo vorrebbe dire niente più guerre assurde” mi alzai di scatto e le dissi: “ io voglio provare comunque, so che devo fare qualcosa” lei mi guardò e mi disse:” Sai che se non riuscissi a conquistare il cuore di Rosto potresti dover vivere per sempre nelle tenebre? Non potresti più vedere i tuoi cari, i fiori le piante…..” ma io le risposi: “devo provare”.
Allora Lorynna si alzò e si mise a cercare dentro una strana borsetta che aveva su un fianco, “eccola” esclamò” io guardai quello che mi stava offrendo “ma è una ghianda? Che ci devo fare?” le chiesi , lei mi rispose:”questa non è una semplice ghianda, se la mangi assumerai la tua forma fatata” “quindi posso diventare come voi?” le chiesi, “certo, il tuo aspetto è quello di un’umana ma dentro di te c’è un cuore di fata” così dicendo mi mise in mano la ghianda che io mangiai senza pensarci un attimo.
Subito sentii dentro di me un’emozione inspiegabile, era un misto di gioia amore e serenità, poi subito dopo cambiai aspetto e mi tramutai in una fata, Lorynna mi guardò sbigottita “sei bellissima” esclamò “assomigli tanto a Smeraldina la tua bisnonna”….
“Allora io vado grazie Lorynna!! “ lei mi fece cenno con la mano mentre mi allontanavo in volo, “pensavo che volare sarebbe stato più facile” dissi tra me “oddio quanto sono stanca, dai monica che ci riesci, stai per arrivare” boomm!! Ohh che male!!!! l’aterraggio non fù certo dei migliori!!!
“Rosto dove sei?” urlai a scuarciagola “fatti vedere devo parlarti” dentro di me non avevo paura, ma quando sentì Rosto rispondere mi spaventai a morte.. “eccomi” rispose e mi guardò sbigottito “Tu?” si io sono tornata per parlare con te… lui continuò a balbettare incredulo e un pochino spaventato “Tu…. Tu…. Sei tornata??!! allora ripensai a ciò che mi aveva detto Lorynna, possibile che fosse lui l’elfo innamorato di mia bisnonna??
Rosto si sedette sbigottito, mi guardava ma non riusciva a parlare, vidi un cambiamento in lui, vidi una luce nei suoi occhi qualcosa che prima non c’era…… mi avvicinai a lui, ma con mia sorpresa mi respinse, e mi urlò” Tu!! …… è colpa tua!! Tu saresti dovuta scappare dal palazzo per stare con me, “ Rosto io non sono Smeraldina, io sono Meledrian, sua nipote” lui mi guardò ancora più sbigottito, “possiamo cercare di parlare….” Lui fece cenno con la testa e acconsenti a parlare con me. Incominciò col raccontarmi la storia sua e di smeraldina, e con mio stupore dai suoi occhi sgorgò una lacrima… “un troll con dei sentimenti? “Pensai dentro di me, quando con mio stupore vidi dei cambiamenti anche nel suo aspetto….. oddio che succede???? Ero impaurita ma mi feci coraggio e gli strinsi la mano… la sua mano si stava lentamente rimpicciolendo, quando vidi il suo viso…. Quello di un’elfo bellissimo, non so come ma ci ritrovammo abbracciati e in lacrime….
E ad un certo punto vidi in quel posto tenebroso e lurido arrivare i raggi del sole, le piante secche che cominciavano a germogliare… cosa succedeva?? I troll erano diventati tutti degli elfi…. Era finita? Veramente la guerra con i troll era finita??
Quando tornai dal nonno c’era una grande festa… sapevano già tutto, Lorynna che non mi aveva mai abbandonata, ma mi seguiva a distanza aveva raccontato tutto al nonno e alle fate che mi stavano aspettando………
Si fece festa per almeno un mese che volò come un soffio…. E io mi ritrovavo a non voler più andare via da quel mondo, e anche senza dimenticare il mondo degli umani dove ero cresciuta e a cui andavo spesso a fare visita, rimasi lì a regnare nel mio mondo fatato in nome della pace e dell’amore e con al mio fianco l’elfo Rosto.
Fine

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view post Posted on 12/8/2009, 20:23
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wow che storia!!!!!!!!!!! :wub:
 
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